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No alla deriva

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06 agosto 2017

In Sicilia come a Roma ?


Nel maggio/giugno 2016 a Roma si svolsero le elezioni per l'elezione del sindaco dopo il fallimento della tragicomica giunta di Marino.
I comunisti erano all'angolo e i grillini in auge, ma il Centro Destra avrebbe potuto dire la sua.
Stoltamente, innalzando la bandiera del "moderatismo", Berlusconi scelse di sostenere Marchini, indigesto alla Destra che allora candidò Giorgia Meloni, il miglior candidato che tutto il Centro Destra avrebbe potuto mettere in campo, sostenuta anche da Salvini.
I risultati sono noti.
I grillini hanno stravinto al ballottaggio contro il candidato della sinistra che aveva superato la Meloni di due miseri punti.
Marchini e i suoi "moderati", sono naufragati abbondantemente dietro alla Meloni, sottraendole però quei consensi necessari a giocarsela contro la Raggi al ballottaggio.
In Sicilia sembra ripetersi la medesima storia, con l'aggravante che, oltre ai comunisti all'angolo, anche i grillini non sembrano godere di buona salute, considerando le lacune mostrate nell'amministrare le città.
Sarebbe l'occasione per il Centro Destra di ottenere una affermazione significativa per il futuro.
Invece un tizio, che se nel 2001 fu l'artefice del cappotto inflitto in Sicilia alla sinistra nel 2013 con la sua lista velleitaria fu uno dei responsabili della sconfitta che ci ha regalato Letta, Renzi e ora Gentiloni, pretende di far rientrare in coalizione Alfano.
Una sciocchezza che la Meloni ha fatto bene a respingere, perchè ci vuole coerenza per recuperare credibilità e gli elettori ora astensionisti o grillini.
Tra l'altro mi domando come si possa pensare di allearsi con uno come Alfano che, dopo aver governato cinque anni con i comunisti, anche adesso si offre a destra e a manca pur di inserirsi in una coalizione che mascheri le sue debolezze.
Non è affidabile, uno così potrebbe, il giorno dopo il voto, alzare le sue pretese e abbandonare la maggioranza se ricevesse una offerta migliore da chi le elezioni le avesse perse.
L'unico inciucio accettabile con Renzi sarebbe quello di concordare di non offrire alcuna ciambella di salvataggio per Alfano e i suoi.
Anche il Cav, però, ne mette del suo quando dichiara che per Alfano la porta degli accordi nazionali è chiusa, ma resta una disponibilità locale.
Scherza !
La porta per Alfano deve restare chiusa a livello nazionale, locale, europeo e cosmico.
La giusta fine per Alfano è la stessa di Fini.
Capisco che la Sicilia abbia peculiarità, rapporti e intrecci che a me, povero bolognese, vicentino per ius sanguinis, continueranno a sfuggire nei secoli dei secoli, ma una cosa deve essere comune dalle Alpi alle Piramidi, dal Manzanarre al Reno: chi ha tradito una volta non è più affidabile e non conviene offrirgli l'opportunità di tradire una seconda volta.
Che vada a farlo con qualcun altro.
Spiace che questo elementare concetto di coerenza, tra l'altro fortemente utilitaristica, non sia compreso da una parte di Forza Italia troppo ansiosa di stare, comunque, dalla parte del potere.
E questa è una valutazione ed una discriminante che Salvini e la Meloni dovranno fare anche a livello nazionale.



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1 commento:

Fabio Bertoncelli ha detto...

Se Berlusconi accettasse nuovamente un individuo come Alfano, in Sicilia o in qualunque altro posto, non avrebbe mai il mio voto.