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No alla deriva

No alla deriva
Diciamo NO alla deriva

02 gennaio 2017

Palla al centro


Dopo ogni elezione, come in una partita di calcio dopo ogni goal, la palla torna al centro e si ricomincia a giocare.
Chi ha subito, riorganizza le sue trame e cerca di rifilare pan per focaccia, chi è in vantaggio cerca di mantenerlo e, se possibile, incrementarlo.
La variabile imponderabile è l'arbitro.
Tanto più è imparziale, quanto più le due squadre potranno giocare alla pari.
In politica non esiste un arbitro imparziale,
Non lo è la magistratura che non dovrebbe esserlo per non interferire ma solo applicare la legge che decide il parlamento, ma invece interviene (eccome !) e si schiera come abbiamo ben visto negli ultimi 25 anni.
Ma non lo sono neppure le cariche "istituzionali", sempre emanazione di parte e, oggi più che mai, condizionate da pressioni e poteri esterni ed estranei all'Italia.
Abbiamo così visto l'ultimo dell'anno come i soldatini del soviet europeo si siano riposizionati dopo la batosta elettorale del loro ultimo alfiere, Renzi.
Da un lato negano al Popolo il diritto di decidere con il voto, continuando con la pessima scelta di governi di nominati, accampando pretesti futili e inconsistenti come la legge elettorale, tanto più che, se siamo con due leggi differenti per camera e senato, è dovuto ad una precisa scelta del loro ultimo paladino, Renzi, che con una sicumera pari alla superbia che ha mostrato nei suoi tre anni di palazzo Chigi, non ha preso in considerazione l'ipotesi di perdere il referendum e, quindi, ha proposto una legge solo per la camera.
Dall'altro lato cercano di ingannare il Popolo, cercando di sottrarre consenso ai movimenti e partiti "populisti, razzisti, xenofobi, omofobi etc." millantando un "giro di vite" contro l'immigrazione clandestina.
Ma chi può credere che coloro che hanno prodotto il danno, insistendo stolidamente nel raccattare clandestini in mare per portarli a casa nostra con tanto di vitto e alloggio, possano improvvisamente cambiare registro ?
E chi ci dice che, passata la festa, cioè la tornata elettorale del 2017, non sia ingannato il santo, cioè non tornino alla vecchia politica immigrazionista ?
E, ancora, chi ci dice che oggi, dopo i danni fatti, sia sufficiente il giro di vite che prevede solo l'aumento di espulsioni nel risibile e ridicolo numero di cinquemila quando i clandestini arrivano a  botte di duecentomila all'anno ?
Non solo nessuno ce lo garantisce, ma la logica stessa smentisce ogni ipotesi in tale senso, denunciando le posizioni governative come ingannevoli e mistificatorie.
Non ci resta che il voto, da ottenere in tutti i modi quanto prima, per affiancarci ad Olanda, Francia e Germania che nel 2017 andranno alle urne e dove, presumibilmente, i partiti "populisti, razzisti, xenofobi, omofobi etc." otterranno un lusinghiero consenso che potrà sempre più condizionare le politiche del soviet.
Perchè se anche, come in Austria, non si riuscisse a conquistare il potere, una forte affermazione obbligherebbe tutti gli altri a mettersi assieme in una ammucchiata senza arte nè parte, dove l'Identità di ciascuno verrebbe diluita nell'obbligo di compiacere quella dell'altro e, quindi, dando luogo a politiche di compromesso che è l'anticamera del fallimento.
E il loro fallimento sarà il nostro trionfo.




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