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22 dicembre 2011

Solidarietà a Gianfranco de Turris

Gianfranco de Turris è un mite e colto signore che è macchiato da un peccato originale e da uno mortale.
Il peccato originale è di essere sempre stato di Destra, senza averlo nascosto.
Il peccato mortale è di aver scritto la prefazione al libro che Gianluca Casseri, quello che ha recentemente sparato ad un gruppo di senegalesi, uccidendone due, prima di suicidarsi, aveva scritto e pubblicato a confutazione delle tesi di Eco sui Protocolli di Sion (il documento posto a base, sostengono alcuni, della persecuzione contro gli ebrei perchè documenterebbe il loro complotto per dominare il mondo).
Gianfranco de Turris è (o forse era, potrebbe anche essere andato in pensione) un redattore del giornale radio rai, sezione cultura.
Collabora a Il Giornale (ecco un altro peccato mortale …) ed è appassionato ed esperto di fantascienza e fantasy.
Mi ricordo, sin da ragazzino, la sua firma assieme a quella di Sebastiano Fusco, su tante recensioni e commenti di libri e film del genere cui sono anche io appassionato.
Una così colta persona, preoccupata di analizzare, studiare, commentare, discutere, si è trovata nel centro del mirino da parte della sinistra più o meno becera (non c’è differenza) anche in quell’ambiente che lui tanto ama.
E’ stato additato come un ispiratore, se non complice, del crimine commesso dal Casseri e la sinistra ha decretato la fatwa contro de Turris.
Quella stessa sinistra che è stata presa dal ballo di San Vito perché in un forum sono stati pubblicati nomi di persone che sostengono l’immigrazione, ma quando si tratta di predisporre liste di proscrizione contro chi non la pensa "politicamente corretto" non fa una piega.
Il tentativo di intimidire de Turris è nel solco di quelle leggi repressive della libertà di opinione, pensiero, stampa, introdotte dalla Scelba, proseguite con la Mancino e che i talebani del politicamente corretto, i fondamentalisti del buonismo, gli inquisitori rossi, vorrebbero completare con la trasformazione in reato (o aggravante) della cosiddetta “omofobia” o tendenti a considerare reato ogni analisi critica verso le vicende della seconda guerra mondiale conosciute sotto il nome di “Olocausto”.
In sostanza de Turris è il prototipo del libero pensatore cui imporre il “politicamente corretto”, il pensiero unico, la tirannia del banale e della forma.
Per questo motivo solidarizzo totalmente con Gianfranco de Turris, come già ieri per parte sua ha fatto Il Culturista  , perché noi Uomini Liberi non possiamo rinunciare a pensare con la nostra testa, in base alla nostra esperienza, alle nostre conoscenze e nel rispetto dei nostri Ideali.

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