Ciò che è bene per la sinistra è male per l’Italia. Ciò che è male per la sinistra è bene per l’Italia.

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No alla deriva

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Diciamo NO alla deriva

25 luglio 2011

Riflessioni sui fatti di Norvegia

Commentare l’attentato di Oslo e il massacro di Utoya non è facile.
Non perché manchino le idee, ma perché la superficialità e la strumentalizzazione che caratterizzano la sinistra sono sempre in agguato e la manipolazione delle idee altrui e la loro demonizzazione è parte del suo dna.

1) Premessa – condanna alla pena capitale
Così sono costretto ad una premessa (anche se so che ci sarà sempre qualche imbecille che non comprende quello che legge) che, richiamando il pensiero di Giorgio Almirante sugli episodi di terrorismo “nero” degli anni settanta, ribadisca, per quanto ovvio, l’orrore per il crimine di Anders Breivik, che merita la pena di morte.
Vorrei che a sinistra fossero altrettanto decisi nei confronti dei terroristi rossi, da Battisti a Curcio a Franceschini a Balzarani e compagni, ora tutti liberi, ma il fatto che le stesse parole non risuonino a sinistra dimostra, se mai ce ne fosse bisogno, la differenza che, fortunatamente, è tutta ad onore della Destra.

2) Il Breivik pensiero secondo i giornali
E’ impressionante che una sola persona sia riuscita ad ucciderne un centinaio.
Ma non deve essere più impressionante dei massacri commessi dai fondamentalisti islamici a New York, in Irak, in Pakistan e altrove contro bersagli cristiani.
A me, però, colpisce di più quello che emerge dai resoconti sulle idee del Breivik.
E’ contro il marxismo.
Si oppone all’invasione degli immigrati.
Critica alti (e bassi) prelati della chiesa cattolica per la loro arrendevolezza, ma nel contempo ritiene che le chiese cristiane debbano tutte unirsi con quella cattolica perché, a differenza delle fedi protestanti, ha mantenuto unità e identità.
Considera l’europa di Bruxelles una sentina di vizi e di corruzione, dannosa per le Patrie e i Popoli del vecchio continente.
Accusa, in Italia, i partiti che derivano dall’ “arco costituzionale” (Pdl, pci/pds/ds/pd, Udc) , non assolve per troppo moderatismo Lega e La Destra, salva solo Forza Nuova.

3) Si puniscano gli atti malvagi, non si proibiscano le idee
Detto così Breivik non esprime idee particolarmente differenti da quelle di molti blog di Centro Destra, ivi incluso il presente.
Con una non trascurabile ma fondamentale differenza: nessuno di noi pensa di poter affermare le proprie idee con la violenza e massacrando i propri stessi connazionali.
Questo mi conferma nelle mie opinioni circa la nefandezza di leggi liberticide, esistenti o proposte, che vorrebbero sanzionare le idee, perché le idee, tutte le idee, hanno diritto di cittadinanza e devono trovare spazio per essere diffuse e discusse.
Quello che deve essere represso, anche con la pena di morte in casi come quello norvegese, ma anche come l’11 settembre o gli omicidi singoli di matrice terrorista, è l’agire in modo tale da provocare la uccisione anche di una sola altra vita umana.
Così come, ovviamente su un altro piano, perché leggermente più lieve la colpa, deve essere repressa e punita con decisione e senza attenuanti ogni azione, ogni violenza che distrugga la proprietà pubblica o privata dei beni.
Mi piacerebbe però che le 1500 pagine del messaggio di Breivik fossero tradotte e stampate, per poterle conoscere senza mediazioni.
Del resto se circolano Il Capitale o Mein Kampf, perché non dovrebbe circolare anche questo scritto ?

4) Il pericolo proibizionista
Non posso quindi condividere la scelta delle autorità norvegesi che hanno deciso le porte chiuse nel procedimento contro Breivik.
Di cosa hanno paura ?
Breivik voleva le porte aperte per spiegare le sue ragioni, probabilmente una sintesi verbale delle 1500 pagine di cui sopra, ma qualsiasi persona civile rigetterebbe il metodo scelto per veicolare il suo messaggio.
Le idee si esprimono, si diffondono, si stampano, si leggono, ma non sono mai una giustificazione per massacrare decine di persone.
Non lo sono per gli islamici e non lo sono per i cristiani.
Penso, invece, che le autorità norvegesi abbiano paura che quelle idee che sono state prese a pretesto per il massacro, appartengano al sentimento profondo della loro gente.
Così, non sapendo in che altro modo agire, credono di limitarne la diffusione con il proibizionismo.
Non si rendono conto che, come sempre, quando si proibisce la circolazione di una idea, quando si vieta la visione di un evento, si rende quella idea, quell’evento ancora più attraente, ma, soprattutto, non si rendono conto che se quelle idee appartengono al sentimento nazionale, per quanto si possa proibire di parlarne, emergeranno inevitabilmente, tanto più quanto insisteranno nella loro politica immigrazionista.
Le autorità norvegesi sono così cadute nella trappola di Breivik.

5) Nord europa alla deriva
Ho già avuto modo in passato di commentare la situazione di quelle nazioni del Nord europa cui, negli anni sessanta e settanta, guardavamo con interesse e invidia (e non solo per le bionde walkirie).
La lettura di uno spaccato della società nordica che viene fornito dagli innumerevoli romanzi gialli ci dice come la struttura “dalla culla alla tomba” di stampo socialista abbia miseramente fallito.
Non è riuscita a garantire un diffuso benessere economico (perché non è tale il sopravvivere, ma per vivere è necessario quel superfluo che l’oppressiva società fiscale nordica impedisce di ottenere se non a parti limitatissime della popolazione) ed ha provocato la più completa deriva morale, con il suo relativismo nichilista, che provoca, tra l'altro, un numero di suicidi ben superiore alla media europea.
Per limitarci alla Norvegia, autori come Joe Nesbo e Anne Holt vengono ora citati come preveggenti del massacro perché si sono limitati a registrare nei loro romanzi una situazione che va incancrenendosi ed alla quale non si vedono prospettive di soluzione.
Ma soprattutto il loro orientamento a sinistra, come si vede dalla descrizione, dalla presentazione dei personaggi, dalle ovvietà politicamente corrette che fanno dire ai protagonisti, non fa presagire nulla di buono per il futuro.
Breivik, in base a quanto si legge sulla stampa, si scaglia contro l’invasione islamica in europa, la perdita di identità dei Popoli europei, il “meticciato”, per dirla con una espressione di un ex presidente del senato italiano.
Se la risposta sarà solamente quella di proibire queste idee e di continuare nella accoglienza dei flussi immigratori, il Nord europa proseguirà nella sua deriva che potrà vedere altri Breivik, di un segno o di un altro, mettere in serio pericolo la vita dei cittadini onesti.

6) Breivik e i terroristi islamici
Ho letto un parallelismo tra Breivik e i terroristi dell’11 settembre, il fondamentalismo islamico.
La volontà, quasi, nel nome del montante relativismo, di cercare di equiparare l’uno e gli altri, in una sorta di compensazione che faccia dire: sono uguali, non c’è differenza tra le due civiltà.
Non ci sto.
Breivik è uno.
I fondamentalisti islamici, così fanatici da suicidarsi pur di ucciderci, sono centinaia.
Breivik non ottiene alcuna solidarietà dalla sua gente.
I terroristi islamici, nelle loro gesta criminose contro bersagli occidentali, hanno l’evidente compiacimento se non approvazione dei popoli di cui proclamano la presunta liberazione.
Anche in un evento così tragico, possiamo quindi rimarcare una totale differenza tra l’atto criminale di una singola persona e la strategia terrorista di gruppi numerosi.
Con le ovvie, conseguenti valutazione sulla qualità delle rispettive civiltà, tutto a vantaggio di quella Occidentale.

7) Conclusione: quale morale ?

Sarebbe assurdo oggi trarre una conclusione, anche perché molte cose devono ancora essere esaminate, valutate, ponderate.
Mi limito ad una passiva elencazione di questioni che la vicenda norvegese mi porta ad evidenziare.
a) Nessuno è al sicuro dai momenti di follia del prossimo
b) Le idee sono sacrosante, le azioni vanno incanalate su un percorso che salvaguardi la vita e la proprietà.
c) Le azioni malvagie vanno sanzionate in modo proporzionale alle loro conseguenze, anche con la pena di morte.
d) L’immissione di elementi estranei ad un tessuto sociale consolidato è foriero di reazioni violente e potenzialmente devastanti.
e) La perdita dei Valori Morali della Tradizione e l’emergere di un perverso relativismo nichilista comporta la perdita della conoscenza di ciò che è Giusto e Sbagliato, il mancato riconoscimento di ciò che è Bene e di ciò che è Male.

Anders Breivik è un criminale e come tale andrà punito, ma il malessere che lo ha spinto al massacro appartiene, con diverse gradazioni a seconda delle nazioni e dei popoli, all’intera società occidentale e se vogliamo evitare il rischio che da qualche parte nel mondo ci sia qualche altro, fortunatamente isolato, Anders Breivik, bisogna rimuovere le cause del malessere, non demonizzare le idee di chi denuncia una realtà e fornisce una sua alternativa politica e sociale.




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3 commenti:

Nessie ha detto...

Post molto lungo, volonteroso e sul quale convergo in buona parte.

Un mio cambiamento personale sul tuo punto 6 quando parli dell'11 settembre 2001, cambiamento avvenuto nel corso del tempo.
E' mia recente intuizione che la "pista islamica" sia stata sospinta e indotta dalle élites globaliste e che il cosiddetto "fondamentalismo islamico" sia in realtà un virus costruito in laboratorio per favorire quello "scontro di civiltà" dopo la caduta del Muro. Prima il fronte comune era CONTRO il comunismo. Venendo meno quest'ultimo, hanno costruito qualcosa di surrettizio, nel quale io stessa ho creduto in passato: lo "scontro di civiltà", appunto, quello che ci ha trascinati in guerra. Anzi, nelle varie guerre.
Ora però, la "pista islamica" e jiahdista comincia a mostrare le corde, perché favorisce la coesione sociale, l'identità degli autoctoni contro gli allogeni, e questa riappropriazione di sovranità delle nazioni, non piace affatto alle éLites globaliste che l'hanno infiltrata. Inoltre favorisce la nascita e l'affermazione della destra (vedi la Le Pen).
Ecco allora costruire in laboratorio il "fondamentalismo cristiano" e il pericolo "nazionalista".
Dobbiamo rassegnarci a vedere costruire strategie molto più sofisticate e stare in campana :-)

Starsandbars/Vandeaitaliana ha detto...

Purtroppo in italia l' ipocrisia cattocomunista nata dal dopoguerra impedisce di poter esprimere pensieri che appartengono alle pance della Gente. Oggi ha tentato di farlo l' Onorevole Borghezio, ed ecco che è stato trattato come fosse lui l' autore della strage. Addirittura in FB il futurista Filippo Rossi ha lanciato un gruppo per denunciare Borghezio per odio razziale ai sensi della Mancino.E vedere Rossi fare l'antifascista mi provoca il voltastomaco.

Non capire che la reazione folle di Breivik sia il frutto dell' assenza di legalità presente in Europa condito dalla resa incondizionata al nemico è pericolosa come l' azione dello stesso. Non sempre i folli sono identificabili tra gli sparatori, ma, come dice Massimo, folle è pure chi non si accorge che Parigi brucia...

demata ha detto...

Condivido: [Si puniscano gli atti malvagi, non si proibiscano le idee. Nord europa alla deriva.]
Se un folle reagisce in modo criminale e stragista al malessere di una società, la colpa non può ricadere chi sta all'opposizione secondo le regole delal democrazia e da tempo denuncia i mali che ci stanno portando alla decadenza.
Ta l'altro la Norvegia è un paese affatto perfetto. Ad esempio, hanno il 13,6% di tentati suicidi tra le giovani donne. Altro che Eden ... http://demata.wordpress.com/2011/07/26/norvegia-un-paese-non-proprio-perfetto/