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No alla deriva

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27 giugno 2011

Berlusconi non faccia una politica di sinistra

Allora mi domando: a cosa serve un governo dichiaratamente di Centro Destra se dobbiamo subire uno stato di polizia fiscale tipico della sinistra ?
Berlusconi e il Centro Destra nato con lui, hanno, ripetutamente, ottenuto voti sulla base di principi, di valori inequivocabilmente in contrapposizione con la sinistra.
1) Meno tasse per tutti.
Mi sembra chiaro.
Tutti, ma proprio tutti, devono pagare meno tasse.
Perchè aumentare le accise sulla benzina pur di mantenere un cospicuo tesoretto per il fus ?
Perchè aumentare la tassa sui risparmi e non tagliare le intercettazioni che ci costano un miliardo all’anno ?
Perchè imporre la tassa dell'invidia sui suv ?
2) Difesa della identità nazionale.
Anche questo è chiarissimo.
Allora perchè accettare di accogliere gli immigrati (illegali, perchè senza permesso) che ci vengono riversati da Libia e Tunisia e, addirittura, disperderli sul territorio nazionale ?
3) Tutela degli interessi nazionali.
E infatti abbiamo mandato i nostri soldati in Iraq e Afghanistan a difesa della via del petrolio e per contenere, se non estirpare, il terrorismo musulmano.
Ma allora perchè bombardare la Libia, facendo venir meno – in cambio di cosa ? – una serie di succulenti contratti economici e, soprattutto, un accordo che tratteneva sul suolo libico migliaia di illegali ?
4) Federalismo.
Allora perchè, ripetutamente, dobbiamo farci carico della incapacità dei napoletani ad eleggere amministratori in grado di gestire in proprio la immondizia che Napoli produce come qualsiasi altra città ?
E stendiamo un pietoso silenzio sulle proposte, addirittura di ministri in carica, su leggi repressive della libertà di opinione ed espressione come quelle che si vorrebbero approvare contro la cosiddetta “omofobia” o il “negazionismo”.
Tali azioni non solo danneggiano il Centro Destra nel suo complesso, ma offuscano l’immagine del Premier e dell’azione governativa che, in altri settori (turismo, abolizione ici, tenuta dei conti pubblici, attivazione del cantiere tav, sfortunata riproposta del nucleare e della privatizzazione dei servizi idrici, battaglia per una giustizia più giusta, riforma in chiave meritocratica della scuola e dell’università, piano casa, snellimenti burocratici, federalismo fiscale per cui ognuno comincerà a pagare in proprio i servizi che usa ...) ha pure rispettato in pieno l’orientamento politico di provenienza.
Capisco anche i condizionamenti (e probabilmente è un eufemismo) che anche Berlusconi è costretto a subire, ma mi domando – sospendendo la risposta finchè non sarà approvata la manovra fiscale e non sarà presa una decisione sui rifiuti di Napoli – se a questo punto valga la pena spendersi per ottenere il minimo risultato con il massimo sforzo o, piuttosto, non convenga dare una spinta all’Italia, ferma sul burrone, sul presupposto che “tanto peggio, tanto meglio”, per cui solo finendo in fondo al precipizio si potrà cominciare a ragionare per una rinascita senza le scorie e le resistenze del passato.

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