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27 giugno 2010

Il pollaio contro Brancher è figlio dell’inferiorità della sinistra

La nuova frontiera dell’aggressione della sinistra contro il Governo e Berlusconi (perché l’obiettivo ultimo è il Premier) ha il nome del neoministro per il Decentramento Aldo Brancher.
La credibilità della magistratura è da tempo compromessa e pari alla temperatura esistente sulla superficie di Plutone, ma se anche fosse tutto vero ciò che viene imputato al Ministro in ordine al tentativo di scalata all’Antonveneta, non ha nulla a che spartire con il suo impegno politico e ministeriale.
Brancher, infatti, rappresenta con Tremonti l’anello di congiunzione fra i due filoni portanti del Centro Destra: l’autonomismo (non scelgo a caso questo termine invece degli abusati federalismo o indipendenza) della Lega e il liberismo economico del Pdl.
Su tali due gambe il Centro Destra ha costruito il suo consenso, unendovi temi tradizionali della Destra (nazionalismo, perché tale è anche quello Padano, lotta contro le tasse, legge e ordine) e chiare risposte a nuovi problemi (immigrazione, identità, deriva morale della società).
Brancher ha visto riconosciuto il suo impegno con il Ministero Senza Portafoglio per il Decentramento, cioè per quel primo passo verso l’autonomia delle regioni padane.
Per questo viene aggredito dalla sinistra su un tema, quello della scalata Antonveneta, che dovrebbe solo far tacere l’opposizione (priva evidentemente di senso del proprio ridicolo) dal momento che, quando si parla di scalate alle banche, non si può dimenticare un suo precedente leader che era stato colto in flagranza di orgasmo al pensiero “abbiamo una banca” , eppure di questo non si sente più parlare …
Allora sia lasciato lavorare il Ministro Brancher per perfezionare quel decentramento sempre più necessario all’Italia per impedire che anche prossime problematiche (non credo sia risolta la questione dello stabilimento Fiat di Pomigliano) siano utilizzate per spremere altro “sangue” ai cittadini del Nord con improbabili trasferimenti al Sud.
Ma, soprattutto, guardiamo e giudichiamo l’azione del Governo sui temi importanti e significativi che sono quello dell’ordine pubblico, del benessere, dell’invadenza dello stato, delle tasse, dell’immigrazione, delle riforme, del progetto di società che non può prescindere da rigore morale, dalle nostre radici e identità.
Sono già temi sui quali le divisioni sono profonde, al punto da rendere improbabile qualsivoglia mediazione o punto di incontro.
Eppure la sinistra preferisce sollevare un pollaio mediatico sulle sciocchezze, perché ?
Il mio perché è fondato sulla mia convinzione che la sinistra sia politicamente, culturalmente e moralmente "inferiore".
Politicamente perché è priva di un progetto per l’Italia che sia alternativo a quello, pure appena abbozzato (e che personalmente desidererei vedere più deciso e perseguito con assoluta determinazione), che muove Berlusconi e Bossi e che si fonda sulla libertà dell’Individuo e l’allontanamento dello stato dalla nostra vita e dalle nostre tasche, tanto che la sinistra, pur cambiando a ripetizione “leaders”, non riesce a librarsi sopra un becero giustizialismo (che si trasforma in meschina piccineria) e si nasconde sistematicamente dietro le toghe.
Culturalmente perché è rimasta ingessata su vecchi dogmatismi (come la resistenza) senza essere riuscita a cambiare marcia ma solo, ripetutamente, il nome; peggio ancora non è entrata nel terzo millennio ed è rimasta ferma agli anni settanta del secolo scorso (il suo sindacato è addirittura rimasto inchiodato al secolo ancora precedente …).
Moralmente perché da sedici anni (ma ricordiamoci anche prima le “aggressioni” pur di livello più elevato affidate alla penna di “Fortebraccio”) non sa far altro che attaccare le persone, Berlusconi, Scaloia, Bertolaso, Brancher, salvando solo quelli che fanno il loro gioco come Fini (e Bossi … ma solo in occasione del ribaltone del 1994, poi è ritornato tra i “cattivi” , destino riservato anche a Fini qualora eseguisse un altro dei suoi valzer ideologici) e sostenere tutte le baggianate, mascherate da “diritti civili”, che i suoi nani e ballerine, cui hanno appaltato quel che loro chiamano, autoreferenzialmente, “cultura”, estrapolano in un continuo rincorrere la provocazione fine a se stessa ma comunque esiziale per la nostra società civile.
Così vediamo la sinistra sollevare polveroni sul nulla, non essendo in grado di affrontare i temi realmente significativi della Nazione.
La domanda che da anni mi pongo è: come ci può essere stato unitario quando noi, suoi cittadini, siamo così radicalmente distinti e distanti ?
Fino a quando l'acqua calda che tutti troviamo al ritorno del lavoro e il calcio riusciranno ad evitare il peggio tra persone che non hanno più, se mai li abbiamo avuti, Valori in comune ?


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