Ciò che è bene per la sinistra è male per l’Italia. Ciò che è male per la sinistra è bene per l’Italia.

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Si devono intraprendere le guerre per la sola ragione di vivere senza disturbi in pace (Cicerone)

No alla deriva

No alla deriva
Diciamo NO alla deriva

16 ottobre 2017

Vienna 1683 - 2017

Il Centro Destra in Austria potrà governare, contribuendo in maniera determinante, alleandosi con Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia, alla cacciata degli stranieri dalla nostra Europa, quella vera, non quella dei burocrati, questa volta invasa e occupata e non solo sotto assedio militare.
E' una lezione per tutti coloro che cercano di tenere i piedi in due staffe, quelli del "ma anche", quelli dell' "accoglienza umanitaria", quelli della cittadinanza a cani e porci.
Una lezione che dovrà essere recepita anche dai nostri portabandiera: vietato inciuciare.
Non c'è alcuna terza via tra il sì e il no all'immigrazione, ai matrimoni omosessuali, alle tasse.
Ogni compromesso è un accordo a perdere.
Ieri Kurtz e Strache hanno ottenuto quei voti che, se usati bene, potranno dare una svolta decisa alla Storia.
Come fu a Vienna nel 1683.




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15 ottobre 2017

Gli inciucisti in azione


Bruno Vespa è uno dei maggiori beneficiati del sistema politico e mediatico italiano.
È passato indenne dalla prima ala seconda repubblica e si appresta ad approdare alla terza sempre pronto ad ossequiare quello che nei primi anni novanta, riferendosi alla dc allora maggioritaria, definiva "l'editore di riferimento".
Che poi si chiami Berlusconi, Prodi o Renzi per lui nulla cambia.
Come per tanti come lui basta non guardare le sue trasmissioni e non leggere i suoi libri per giudicare con mente più libera.
Purtroppo il Vespa ricopre un incarico direzionale nel Quotidiano Nazionale che comprende anche il giornale storico della mia città, Il Resto del Carlino ed ogni sabato sente il bisogno di esternare con un editoriale il suo appoggio al potere.
Anche ieri ha dato il suo contributo che, poi, è la posizione di tutti gli inciucisti d'Italia: una lancia spezzata a favore della alleanza tra Renzi e Berlusconi.
Perché quello è l'obiettivo di tutti coloro che desiderano conservare i loro privilegi.
Probabilmente è anche l'auspicio della padrona dell'unione sovietica europea che, non a caso, il nostro ha citato.
La foglia di fico è "garantire la governabilità".
Ma per fare cosa ?
Ancora ieri Renzi e Gentiloni hanno rilanciato sullo ius soli, inviso probabilmente alla maggioranza degli Italiani, mentre ascolto sempre più spesso chi vorrebbe aumentare la tassazione sui patrimoni.
Agli inciucisti non interessa, in realtà, cosa andrà a fare un governo, perchè loro lo vorrebbero composto da tutti i loro "editori di riferimento" così da poter continuare a ben remunerati, da megafoni.
Ma a noi, Popolo, interessa quello che fa un governo e non credo proprio che sia possibile votare per chi è ambiguo nei confronti di chi sostiene lo ius soli, le tasse o il matrimonio omosessuale.
Il Centro Destra appare in crescita, ma ci vorrebbe un leader come Trump che non ha paura a mettere in pratica, nonostante l'ostilità del Congresso, quello che sosteneva in campagna elettorale.
Tocca a noi dare a Salvini l'opportunità di dimostrarsi all'altezza delle idee che propone in campagna elettorale.
Ma votare a favore del rosatellum 2.0 non è un buon inizio.





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14 ottobre 2017

Vae victis: gli avvoltoi del politicamente corretto


Non sapevo chi fosse quel Weinstein il cui nome ha oggi il dubbio onore della cronaca.
Leggo che era un potente produttore cinematografico che ama(va) forse tracimando le belle donne.
È (era) anche un sostenitore della sinistra, prodigo finanziatore del partito democratico e della moglie di Clinton.
Immagino che, come i suoi amici Clooney e Afflek che adesso lo hanno coraggiosamente abbandonato, abbia usato parole di fuoco contro il sessista Presidente Trump.
Oggi una serie di attrici ne denunciano le presunte violenze.
Maramaldo in confronto a quelle "divine creature" era un dilettante.
Prima, quando lui era potente, tutte carine e silenti, appena è caduto in disgrazia a riempirlo di calci.
E i Clooney e gli Afflek non sono migliori di loro, abbandonando un amico nel momento del bisogno.
Quanta differenza tra la morale dei paladini del politicamente corretto e il rigore che espresse Manzoni nel suo 5 maggio "di mille voci al sonito mista sua non ha vergin di servo encomio e di codardo oltraggio".
Altri tempi, oggi siamo tornati a Brenno e al suo "vae victis", naturalmente tutto interno alla sinistra che, con le sue venerate icone, ci dimostra il suo spessore morale e la credibilità che può avere.







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13 ottobre 2017

Mi stupisce la mancanza di reazione


Da giorni leggo che una (o più) bande di africani immigrati, imperversano nei treni e adesso anche nei supermercati terrorizzando passeggeri ed avventori, prendendosela, ovviamente, con i più deboli e indifesi.
E nessuno reagisce.
Come ho avuto più volte motivo di scrivere, anch'io, da solo, non reagirei, disarmato, contro quattro o cinque di quei delinquenti.
Ma quel che mi stupisce è che non si organizzino dei gruppi di difesa del territorio che potrebbero dare delle lezioni severe agli immigrati che pensano di fare i padroni a casa nostra.
Certamente verrebbero inquisiti, ma non possono (non riuscirebbero) ad inquisirci tutti, salvo pagare, come dazio, l'intasamento dei tribunali e una rivolta generalizzata.
Poichè lo stato, con il governo Gentiloni succube delle Boldrini e dei Bergoglio, non reagisce e, anzi, favorisce gli immigrati, spetta a noi la difesa delle persone e delle proprietà nella nostra terra.
Diamoci una svegliata !




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12 ottobre 2017

La Terra in catene


Penoso il discorso del presidente catalano, ma ancor di più penosa l'indipendenza ma anche no scelta esclusivamente per paura.
Anche Puigdemont evidentemente tiene famiglia.
Il disperato tentativo di salvare capra e cavoli è figlio della grettezza degli stati, ormai succubi alle sovrastrutture mondialiste come l'onu o l'unione sovietica europea.
Non sono mai stato un estimatore di Napoleone, che considero un sanguinario despota criminale, ma gli riconosco gli attributi di aver combattuto contro tutte le monarchie europee che si erano alleate esattamente come l'unione sovietica europea oggi sostiene Rajoy.
Spero di essere smentito, ma è inutile (anzi, peggio, delinquenziale) chiamare il Popolo a votare e poi voltare le spalle a chi ha rischiato le manganellate per farlo.
Ma il peggio del peggio sono le aziende che hanno cominciato a spostare la sede legale da Barcellona ad altre città spagnole.
E' il potere del denaro che calpesta Valori ed Ideali invece di esserne strumento.
E finchè non troveremo il coraggio di rischiare quel poco che abbiamo, non avremo mai tutto quello che possiamo avere, inginocchiandoci davanti a tanti Scrooge, che si fanno scudo con il loro denaro, ma che se si trovassero faccia a faccia con il Popolo, senza le loro scorte armate, non saprebbero come giustificare i loro comportamenti.






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11 ottobre 2017

Legge elettorale: se complessa è un imbroglio


Ci risiamo, tornano a perdere tempo sulla legge elettorale sperando di riuscire a fregarsi l'un l'altro e ottenere surrettiziamente (con codici, commi e pandette) quella maggioranza che non hanno.
E' il male endemico della politica italiana pensare di "far fesso" il prossimo, invece di pensare ad un sistema semplice che dia una maggioranza forte e suscettibile di alternanza.
Non mi sono neanche messo a leggermi la proposta inciucista tra comunisti, berlusconiani, alfaniani e, purtroppo, leghisti.
Non che l'altra parte mi piaccia, visto che fa perno sui grillini.
Approfondirò quando ne varrà la pena, cioè ci sarà il testo definitivamente approvato.
Nel frattempo ribadisco che quello che si legge sui giornali rende la legge complessa, quindi un imbroglio, aggravato dal fatto che sembra che avremo un lenzuolo per contenere tutti i simboli, senza possibilità di suddividere il voto tra proporzionale e maggioritario.
Insomma se al maggioritario la mia parte politica candidasse un mio acerrimo nemico sarei costretto a votarlo, oppure ad astenermi, favorendo quindi i nemici politici: bella roba !
Spero non sarà così.
Un sistema semplice, sarebbe invece dividere l'Italia in 500 collegi da 120mila abitanti l'uno per la camera e il senato in 250 collegi da 240mila abitanti l'uno.
Vince chi prende più voti.
Può candidarsi chiunque, senza raccogliere firme, purchè sia residente nell'ambito del territorio del collegio da almeno due anni.
Ogni candidato deve versare una cauzione da 100mila euro (o anche più, ma non meno) che sarà incamerata dallo stato se non otterrà almeno il 5% dei voti.
Gli eletti possono essere revocati dai loro elettori a maggioranza semplice, eleggendo un nuovo rappresentante fino al termine del mandato.
Semplice. no ?
Si risolve il problema delle "firme false" sulle candidature, della rappresentanza effettiva (tutti rappresentano un egual numero di cittadini e chi non rappresenta altri che se stesso paga), dell'imbroglio delle candidature plurime e dei paracadutati e della fedeltà al mandato.
Troppo semplice per essere di gradimento dei politici italiani.






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10 ottobre 2017

Chi odia l'Italia vuole lo ius soli


La sinistra è internazionalista, la chiesa cattolica "universale", i cattocomunisti sono sempre antitaliani.
La ulteriore dimostrazione l'abbiamo con la canea sollevata sullo ius soli.
Leggo che Fazio usa, come sempre fanno a sinistra, la televisione pubblica per la propaganda di parte, mentre Camilleri ci considera tutti razzisti e il senatore a vita per meriti culturali etc. Renzo Piano digiuna proclamando, non si sa bene in base a quale ragionamento, che i figli dei migranti sono italiani.
E mentre i talebani della chiesa atea e di sinistra sbraitano quelli con la tonaca si accodano e il vescovo di Ferrara plaude al digiuno per lo ius soli.
Hanno un minimo comun denominatore (anche se non è l'unico): vogliono distruggere l'Italia, trasformarla in un meticciato con l'immissione di estranei che non hanno la nostra Storia, la nostra Lingua, le nostre Tradizioni, il nostro Sangue.
Non possiamo consentirglielo.
Abbiamo l'obbligo di consegnare l'Italia ai nostri figli e nipoti come i nostri Padri l'hanno consegnata a noi: Indipendente, Sovrana e Identitaria.





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09 ottobre 2017

Inevitabile una guerra, anzi due


Da ottimista sono convinto del destino che attende l'Umanità.
Da realista sono convinto che il nostro grande destino si realizzerà attraverso sacrifici, lutti e tanto sangue.
Come pensarla altrimenti quando, ogni giorno, si leggono sui giornali notizie che ripugna persino commentare ?
Una palla di lardo coreana minaccia il mondo (sembra un film di Louis de Funes "Fantomas minaccia il mondo") e fanno vincere il Nobel della pace ad una organizzazione che la mette sullo stesso piano del Presidente degli Stati Uniti.
Un Nobel evidentemente viziato dalla medesima inaffidabilità che, in precedenza, lo ha visto assegnare ad un terrorista assassino come Arafat o ad un tizio appena eletto (e neppure entrato in carica) solo perchè fu il primo negro a diventare Presidente degli Stati Uniti.
In compenso si tollera un regime teocratico in Iran con il quale quel tizio ha sottoscritto un accordo che gli ha permesso praticamente di proseguire nel suo percorso nucleare, mentre in Sud America un certo Maduro, pur essendo seduto su una enorme di stesa di petrolio, affama e uccide il popolo venezuelano, lanciando proclami che, ad ascoltarli, sembrano la caricatura dei tre caballeros.
Quei tre (e non dimentichiamo Cuba che si è solo mimetizzata per aspettare il momento opportuno per riemergere, perchè i comunisti perdono il pelo ma non il vizio) non potranno che essere spazzati via da una guerra, esterna o interna che sia.
Ma un'altra guerra si combatte all'interno di ogni stato civile, dove una minoranza chiassosa e senza Valori, cerca di cancellare il diritto di un'altra minoranza, meno chiassosa ma con solidi Valori ancorati alla Tradizione, cercando di impedire la diffusione delle Idee, delle Proposte, del Pensiero, della Stampa.
E' un secondo fronte che si apre e che vediamo ogni giorno crescere di intensità e che non può che finire male, perchè se a qualcuno togliete la possibilità di esprimersi quello, legittimamente, passa ai fatti, per affermare il suo diritto di parola e di esistere.
Ed ecco la seconda guerra che prima o poi deflagrerà forse più sanguinosa della prima, perchè sarà combattuta all'interno dei singoli stati.
E poichè non ho dubbi su chi prevarrà, nella prima e nella seconda guerra, al termine, quando dovremo ricostruire dalle macerie, potremo finalmente alzare lo sguardo al cielo e pensare di realizzare quel destino che attende l'Umanità.



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08 ottobre 2017

Via gli stranieri !


Chi si mettesse a leggere questo commento attratto dal titolo, penserebbe ad una ulteriore filippica contro l'immigrazione ma poi, guardando l'immagine a corredo, si riserverebbe di classificarlo dopo la lettura.
In effetti "via gli stranieri" potrebbe attenere alla giusta e buona battaglia contro l'immigrazione, anche se, come ho spesso precisato, non dobbiamo combattere lo straniero in quanto tale, ma in quanto portatore di sradicamento delle nostre radici culturali, storiche, etniche, linguistiche, religiose.
Quindi sì all'arrivo di singoli che possano bene integrarsi per provenienza, lingua, cultura, non all'arrivo massiccio di famiglie o di tribù dall'Africa, dall'Asia, dal Sud America.
In un certo senso è anche il significato di questo commento domenicale che prende spunto dalla ignobile prestazione della nostra nazionale calcistica contro la Macedonia di venerdì sera.
I Macedoni avevano più birra, più schemi, più volontà, più tecnica.
O, almeno, mostravano di averli.
Del resto non si può chiedere miracoli a giocatori che a volte (Gagliardini, Bernardeschi, Rugani) non sono titolari neppure nella loro squadra.
E proprio qui si innesta il mio "via gli stranieri".
Il mio approccio al calcio, nei primi anni sessanta, fu in un periodo in cui si passò dalla presenza di qualificati stranieri (mi ricordo Haller e Nielsen nel Bologna, ma anche Hamrin nella Fiorentina, Jair e Suarez nell'Inter) agli oriundi (che fecero un fallimento clamoroso in Cile) agli Italiani.
Pochi erano gli stranieri e anche gli oriundi, peraltro veramente tali e non andati alla ricerca di improbabili avi italiani.
Ebbero così la possibilità di affermarsi i Rivera, i Bulgarelli, i Mazzola, i De Sisti.
Per non parlare dei portieri tutti meritevoli della maglia della nazionale (Sarti, Negri, Albertosi, il giovane Zoff, il recentemente scomparso Anzolin).
Poi il pendolo tornò nuovamente a girare per ammettere uno straniero per squadra, poi tre, adesso anche tutti, al punto che guardando su Sky la diretta goal, rilevo ogni tanto squadre dei nostri campionati che entrano in campo con undici stranieri.
Persino in porta.
E se non bastasse arriva pure l'unione sovietica europea che, non paga di distruggere come Attila tutto quello in cui mette le zampe, con la famigerata "sentenza Bosman", obbliga gli stati a lei sottomessi ad aprire senza limiti ai calciatori di altri stati dell'unione.
Sì, perchè i calciatori sono considerati a tutti gli effetti lavoratori dipendenti i cui contratti, però, prevedono il netto, con le imposte pagate dalla società di appartenenza.
Con le maggiori squadre italiane che giocano con la quasi totalità degli effettivi stranieri, poco spazio rimane per far fare esperienza ai nostri giovani, per abituarli al ritmo di gara, per aiutarli a confrontarsi con gli avversari.
La nazionale ne risente, il bacino da cui attingere i convocati si restringe, il commissario tecnico deve persino chiamare chi fa panchina.
Un portiere ormai quarantenne come Buffon ha rimpiazzi che si contano sulle dita della mano di un monco.
I Rivera, i Bulgarelli, i Mazzola, se ci sono (e sicuramente ce ne sono) non vengono valorizzati perchè ogni società preferisce andare sul sicuro.
Solo l'Atalanta oggi rischia con una politica giovanile produttiva di talenti, ma il rischio per chi investe in quel modo è di retrocedere, perdendo quindi i cospicui incassi di sponsorizzazioni e diritti televisivi, quindi tutti (o quasi) preferiscono andare sul sicuro, salvare i propri investimenti e comporre le squadre con giocatori, anche mediocri, stranieri ma collaudati, piuttosto che puntare e rischiare sui giovani italiani.
E non è e non sarà mai una soluzione adottare il sistema francese di concedere la cittadinanza ad africani, asiatici o sud americano.
Abbiamo già visto come gli oriundi non risolsero il problema nel 1962, ma la politica francese è ancora peggio, perchè immette in squadra gente che non ha alcuna radice nazionale e la squadra non è più la "nazionale francese" (o italiana) ma diventerebbe una nazionale meticcia, alla quale viene convenzionalmente dato il nome "Francia" (o Italia) senza però che ci si possa identificare, perchè quando si guarda quei calciatori non ci si riesce proprio a specchiare.
Andrebbe benissimo ammettere uno o due stranieri nelle nostre squadre, perchè possono contribuire a far crescere e portare esperienza (purchè non siano dei bidoni come troppo spesso vediamo, comprati solo perchè hanno un nome esotico da dare in pasto a tifosi di bocca buona) e direi che possa essere consentito ad una società di tesserarne all'infinito, facendone però giocare solo due alla volta.
Quindi sì, ci sono delle analogie con la buona battaglia contro l'immigrazione, perchè anche nel calcio la perdita di Identità, unita a quella della Sovranità visto che si adeguano alle sentenze emesse da un organismo dell'unione sovietica europea, comporta una progressiva, significativa perdita di qualità, del livello delle prestazioni.
Non dubito, peraltro, che gli stessi che vogliono imporci il meticciato con l'immigrazione massiccia, lo ius soli e i suoi ipocriti derivati dello ius culturae e ius linguae inventati per cercare di far passare comunque quella norma distruttiva della Nazione, siano del tutto disinteressati alle sorti della Nazionale di calcio, preferendole un assemblaggio arcobaleno nel solco del meticciato che loro, evidentemente senza più Radici, Identità nè Valori, antepongono al Popolo ed alla Nazione Italiana.




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07 ottobre 2017

Una pericolosa pagliacciata alla Pannella


Grande copertura mediatica per la pagliacciata di parlamentari e ministri (di maggioranza !) che hanno deciso uno "sciopero della fame" a sostegno dell'infame ius soli, il provvedimento con radici barbariche (germaniche) che vorrebbero sostituire al civile e romano ius sanguinis.
Ne hanno parlato ieri persino nelle trasmissioni di informazione mattutina in radio e sono riuscito ad inviare un sms (che incredibilmente hanno letto !) nel quale auspicavo che lo "sciopero della fame" fosse eseguito alla Bobby Sands e non alla Pannella e, comunque, li sfidavo ad un referendum (ma credo che dopo il fallimento della sfida di Renzi il 4 dicembre 2016 non abbiano alcuna voglia di misurarsi alla pari, infatti in trasmissione hanno chiamato solo favorevoli allo ius soli, perchè loro possono vincere solo se giocano senza avversari).
Per chi non se lo ricordasse Bobby Sands fu un terrorista irlandese, quindi totalmente distante dalle mie idee, che ebbe un unico merito (assieme ad altri cinque o sei suoi compagni): incarcerato fece un autentico sciopero della fame e morì dopo due mesi perchè, per sua sfortuna, si trovò davanti una autentica Statista come Margareth Thatcher che non ci pensò proprio a trattare con dei terroristi o ad imporre l'alimentazione forzata.
Quanta differenza dalle migliaia di scioperi della fame "attuati" da Pannella, sempre sopravvissuto !
Ecco perchè auspicavo che lo sciopero dei Delrio, Manconi, magari pure della Boldrini e, perchè no ?, Bergoglio, fosse "alla Bobby Sands".
Purtroppo con gli approfondimenti ho appreso che costoro faranno uno "sciopero a staffetta".
Forse non mangeranno la colazione o il pranzo, poi tocca a qualcun altro.
Comodo !
Comodo ma, come sempre, pericoloso.
Pannella non ha mai contato nulla elettoralmente, perchè il Popolo non è sciocco e non segue le pagliacciate.
Però ha fatto più danni lui di tutti i socialisti, i comunisti e i democristiani della prima repubblica,
Era un provocatore di sciocchezze, alle quali la miseria culturale e la sudditanza psicologica di giornalisti e presunti "intellettuali" concedevano spazio al punto da trasformare le sciocchezze in "diritti".
Ecco perchè la pagliacciata di ministri e parlamentari di maggioranza è pericolosa e non dobbiamo cadere nel tranello di abbassare la guardia (leggo troppi articoli, soprattutto sul Giornale, che tendono a dare per vinta la battaglia contro l'infame ius soli).
E dobbiamo sempre ribadire che se dobbiamo suicidarci con lo ius soli, non possiamo consentire che ciò accada per mano di un parlamento delegittimato dal 60% di voltagabbana che oggi stanno combattendo per ottenere un posto per la rielezione, anche prestandosi a fare lo scendiletto dei cattocomunisti.
Stiamo pronti a reagire, con forza, se dovessero cercare di imporre una legge del genere senza passare dal referendum popolare.




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